A LONG JOURNEY THROUGH NOTHING NEW

ITA: Ho iniziato questo lavoro per necessità, nel 2017. Volevo rivalutare il luogo in qui sono nato e cresciuto, esplorarlo e sopratutto fotografarlo in questo periodo di grande modernizzazione e cambiamento.

Trovo particolarmente affascinante come la globalizzazione e tutti i cambiamenti successivi al Miracolo economico italiano abbiano trasformato l’urbanizzazione della provincia in maniera unica, profondamente influenzata dall’esterno, ma a modo suo simbolo di un nuovo tipo di provincia. E lo stesso discorso vale per il poco che son riuscito ad esplorare del Sud Italia (in cui spero di tornare al più presto), anche se in misura minore e ben diversa.

Le attività commerciali, le abitazioni, perfino i pali della luce, non solo definiscono come riarrangiamo lo spazio a nostra disposizione, ma anche il modo in cui ci rapportiamo sia coi nostri coetanei che con la natura, definendo  così in un certo modo la nostra quotidianità culturale. In particolare ho concentrato l’attenzione sullo stile di vita e l’architettura della provincia, gli interni kitsch lasciati dalla generazione precedente e il modo in cui il territorio rurale italiano sta cambiando  influenzato da nuove idee e nuovi stili di vita provenienti dall’esterno. 

Il progetto non vuole essere una critica, ma cerca di mettere in luce l’ordinario, a tratti grottesco a tratti curiosamente normale, che spesso il paraocchi della routine non ci fa apprezzare e constatare appieno, una rivalutazione della nostra nuova quotidianità culturale, non più lontana e idealizzata, ma presente e in continuo cambiamento, di tutto ciò che rientra nella normalità della nostra era moderna e che spesso, per molti, non è niente di nuovo.

Il lavoro è stato (ed è svolto) completamente su pellicola 135 e medio formato.

ENG: I started this work as a personal necessity, in 2017. I wanted to re-evaluate the place where I was born and raised, explore it and especially photograph it, in a period of great modernization and changes.

I find particularly fascinating how globalization and all the changes following the Italian economic miracle have transformed the urbanization process of Italian province in a unique way, profoundly influenced from outside, but in its own way a symbol of a new type of province. And the same goes for what I managed to see during my travel in Southern Italy (where I hope to come back as soon as possible), although in a very different and less aggressive way.

Commercial activities, houses, even light poles, not only are able to define how we manage our space but also how we build relationships with our similar and with nature, defining by that our cultural identity. In particular, I focused my research on the lifestyle and the architectures of the modern province, kitsch interiors left by the previous generation and the way Italian rural territory is changing influenced by new ideas and new lifestyles coming from outside. 

The project does not want to be a criticism, but seeks to highlight the ordinary, sometimes grotesque sometimes curiously normal, that often the blinders of the routine does not make us appreciate and fully observe, a re-valuation of our new cultural daily life, no longer distant and idealized, but present and in continuous change, of everything that falls within the normality of our modern era and that often, for many, is nothing new.

The work has (and is) been done completely on 135 and medium format

 

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Gargano - Puglia, 2018
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